MAL DI SCHIENA E FALSI MITI


Il mal di schiena ha costi sociali di gestione superiori a quelli sostenuti per tumori e diabete messi insieme.
È frequente come il raffreddore.
Simpatico come un sasso nella scarpa.

Tuttavia l’argomento lombalgia pullula di falsi miti anche tra gli addetti ai lavori.

Eccone alcuni :

Ho qualcosa fuori posto/ ho il bacino storto/ una vertebra ruotata e altre curiose amenità.
Per quanto graziosa romantica e semplicistica sia l’idea che una vertebra scivolata o ruotata provochi il vostro dolore, purtroppo non ha nessuna evidenza scientifica.
Sicuramente molte persone stanno meglio dopo una manipolazione vertebrale ma questo non è il risultato di un “aggiustamento meccanico” ma di più complessi meccanismi di regolazione del dolore e liberazione di endorfine.
La postura è importante ma ricordate (salvo casi particolari o gravi) che non esiste una postura che si può imporre o insegnare a tutti, ma si può dare armonia e funzionalità a vari distretti corporei.
Il corpo ha un suo “tensegrity” (equilibrio interno) e continua a regolare la sua omeostasi (stabilità interna ed esterna).
Questo ci fa capire che a volte vediamo delle persone claudicanti, assimetriche, con delle andature particolari o con la gobba, ma nonostante ciò queste persone non hanno dolori e stanno bene.


Il riposo a letto mi aiuterà a guarire.

Come accade di norma per la maggior parte delle problematiche muscoloscheletriche, nei primi giorni di comparsa del dolore in forma acuta può essere utile una significativa riduzione delle attività di maggior carico.

Tuttavia le ricerche scientifiche sono unanimi nel ritenere che un rapido ritorno alle proprie occupazioni quotidiane contribuisca ad una più veloce guarigione.

Al contrario il prolungato riposo a letto comporta un incremento di dolore, una maggiore disabilita’ ed un più lungo periodo di assenza dal lavoro.


Più forte è il dolore, più grave è il problema.
Per quanto singolare possa apparire,non c’è una correlazione necessaria fra intensità del dolore e gravita’ del problema.

Il grado di percezione del dolore dipende da una moltitudine di fattori, fra i quali il livello di stress, l’umore, l’ idratazione del corpo, l’ alimentazione, il sonno, le esperienze precedenti, la paura etc.

Immaginate il vostro sistema nervoso come un sistema di allarme: che ci passi davanti un gatto, un ladro o jack lo squartatore suonerà sempre allo stesso modo.

Ho male, faccio una risonanza.

Approfondimenti diagnostici (quali Rx o Risonanza magnetica) sono necessari e correlati al dolore del paziente solo in una bassissima percentuale di pazienti con mal di schiena (<5%).
Inoltre quasi tutte le persone senza dolore alla schiena, mostrano alla risonanza magnetica bulging discali, degenerazioni discali, ernia del disco, e degenerazioni artrosiche (38%).
Non è più corretto dire “Ho mal di schiena perchè ho un ernia o una protrusione”.
L’ ernia o la protrusione è l espressione finale del disagio che abbiamo creato e che sta vivendo il nostro corpo.

Mi faccio operare!

Solo una piccolissima percentuale di persone con mal di schiena avrà bisogno della chirurgia. Praticamente la totalità delle persone con lombalgia possono gestire il problema rimanendo attive, comprendendo meglio i meccanismi del dolore e identificando i fattori ad esso correlati. In media i risultati della della chirurgia sul medio e lungo termine non sono migliori di un approccio non chirurgico come quello basato sull’esercizio.

Devo stare seduto dritto!

Non è stata ad oggi identificata nessuna postura seduta statica che sia in grado di prevenire o ridurre il mal di schiena. E’ importante invece variare spesso le posizioni e imparare a muoversi senza paura.
Molto utile è ridare mobilità e flessibilità all’ intera struttura corporea.

Non devo più piegarmi o sollevare pesi!

Dopo una distorsione di caviglia smettete di correre o camminare? Sicuramente sollevamenti male eseguiti possono scatenare un blocco lombare ma è importante riprendere precocemente il movimento in ogni direzione per evitare l’instaurarsi della “paura del movimento” o kinesiofobia, sicuro fattore di rischio per una lombalgia cronica.

Sul materasso è importante non risparmiare.

Non esistono studi che dimostrino l’efficacia preventiva di un materasso costoso.

È invece importante dormire bene ed avere un sonno regolare: i disturbi del sonno sono correlati con lo sviluppo e il perdurare della lombalgia.
Ricordiamoci di bere durante il giorno e bere un bicchier d’ acqua anche prima di andare a letto per una buona idratazione dei tessuti e dei dischi intervertebrali.

Ho un nervo accavallato.

Tanto diffusa quanto semplicistica è la visione del corpo umano come una macchina composta da più pezzi che possono“accavallarsi” o “rompersi”; il dolore equivarrebbe ad una spia rossa che richiede l’intervento del meccanico.

Il dolore è invece influenzato da una molti di fattori psichici : stress, umore, livello di ansia, sonno hanno un ruolo fondamentale nelle lombalgie e in molti processi infiammatori riguardanti distretti muscolari, ossei o di organi.
Nello stesso modo questi fattori possono influenzare un raffreddore cosi’ come l’acidità di stomaco o il mal di testa.
Saper gestire questi fattori può essere di grande aiuto sia per il paziente che per il clinico.

Devo stare a riposo/ non devo andare a correre…

Molti pensano che muoversi crei più dolore. Invece sappiamo che fare regolarmente esercizio fisico aiuta a farci stare bene riducendo il dolore e le tensioni agendo sia a livello muscolare che psichico e ormonale. Tutti gli esercizi vanno bene, quindi sceglietene uno e fatelo!

La schiena deve essere libera di muoversi in tutte le direzioni. Se alcuni movimenti provocano disturbo significa che vanno rieducati\aiutati e non abbandonati.

Il mio mal di schiena non passera’ mai, le ho già provate tutte!

Il mal di schiena è collegato a moltissimi fattori. L’insuccesso di un trattamento come un massaggio o una seduta di manipolazione o di un ciclo di terapie fisiche può essere scoraggiante, ma mai perdere la speranza.
Un buon clinico indagherà vari aspetti della vostra vita come il sonno, il livello di fitness, lo stress e molti altri fattori importanti in modo da aiutarvi a inquadrare meglio la situazione ed adottare le strategie e le tecniche terapeutiche adatte.


UN DOLORE E’ L’ ESPRESSIONE DEL CORPO CHE STA DOMANDANDO AIUTO.
IL MEDICO E IL TERAPISTA NON SONO GLI UNICI CHE HANNO LA RESPONSABILITA’ DI RISOLVERE IL PROBLEMA.
LA PERSONA PIU’ IMPORTANTE PER RISOLVERE O GESTIRE IL PROBLEMA E’ LA PERSONA STESSA.
L’ INDIVIDUO DEVE ESSERE PARTE ATTIVA DURANTE IL PERCORSO DI CURA DEL DOLORE E IMPEGNARSI.

E’ LA PERSONA STESSA CHE HA CREATO IL DOLORE E LA STESSA PERSONA DEVE IMPEGNARSI PER AIUTARSI A RISOLVERLO.